“Il lieto annuncio della definitività dell’amore coniugale non è una vaga astrazione o una bella frase che riflette il comune desiderio di coloro che si determinano al matrimonio. Questo annuncio si radica piuttosto nella novità, cristiana, che fa del matrimonio un sacramento”. Lo ha ribadito oggi Giovanni Paolo Il ricevendo in udienza prelati uditori, officiali ed avvocati del Tribunale della Rota Romana in occasione dell’apertura dell’Anno giudiziario.” “Il Papa si è soffermato in particolare su tre temi: “L’ipotesi di valenza giuridica della corrente mentalità divorzista ai fini di una eventuale dichiarazione di nullità del matrimonio” per dissipare “l’ombra” che “sul valore dell’indissolubilità del vincolo coniugale sembrano gettare alcune opinioni scaturite nell’ambito della ricerca teologico-canonistica”; la dottrina dell’indissolubilità del matrimonio “rato e consumato”; i limiti della potestà del Pontefice nei confronti dì tale matrimonio. Il nuovo Decano del Tribunale della Rota Romana, mons. Raffaello Funghini, rivolgendosi al Papa lo ha ringraziato per i suoi continui richiami sulla “santità” e sulle esigenze del matrimonio cristiano e per le sue preoccupazioni sul “clima di precarietà” che si cerca di instaurare sulla famiglia. L’osservatorio privilegiato del Tribunale della Rota, ha proseguito mons. Funghini, conferma l’analisi del Papa: dall’esame delle cause deferite al Tribunale “emerge la leggerezza con cui viene affrontato il problema matrimoniale da parte anche dei contraenti che si proclamano cattolici, il preoccupante affievolimento delle difese morali, la mancanza della coscienza del peccato”, un’assuefazione alla mentalità divorzista.” “