Una protesta “contro l’ennesimo tentativo di utilizzare i fondi della cooperazione per coprire spese militari”: viene da “Volontari nel mondo-Focsiv”, la Federazione degli Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario, che fa notare che “gli stanziamenti per la cooperazione allo sviluppo . come stabilisce la legge – non possono essere utilizzati, direttamente o indirettamente, per finanziare attività di carattere militare”. La Focsiv, in particolare, protesta contro un recente decreto legge, con il quale il governo “storna ben 110 miliardi dal Fondo speciale per i Paesi in via di sviluppo per coprire le spese di ‘proroga della partecipazione militare italiana a missioni internazionale di pace”, come si legge testo legislativo. “si tratta – si legge in una nota diffusa oggi – dei contingenti impegnati in Palestina, Macedonia, Albania, Kosovo e Timor Est, i cui costi vengono coperti, ancora una volta, a spese delle popolazioni più povere delle stesse e di altre aree – altrettanto se non più povere del pianeta – impedendo il finanziamento di progetti a loro destinati e mortificando, ancora una volta, la forte motivazione alla partenza dei volontari internazionali in essi impegnati”. Lo storno di 110 miliardi, commenta Agostino Mantovani, presidente della Focsiv, “è tanto più grave in quanto avverrebbe nel momento in cui la Camera discute un progetto di riforma della cooperazione già approvato dal Senato, nel quale si ribadisce la categorica esclusione dell’impiego di fondi per operazioni militari”. La protesta della Focsiv verrà formalizzara con una lettera della rappresentanza unitaria delle Organizzazioni non governative italiane, indirizzata al Presidente del Consiglio e ai competenti organi del Parlamenti, in cui si chiede “l’immediata modifica dl decreto per quanto attiene la copertura di spesa”. ” “” “