INSEGNARE LA BIOETICA A SCUOLA: NE DISCUTE UN SEMINARIO ALLA CATTOLICA

“E’ ormai inevitabile che la scuola italiana venga coinvolta nell’insegnamento della bioetica. Si tratta di un grande progetto, che investe la scuola di nuovi compiti e responsabilità. Occorre un grande confronto sui contenuti, sugli educatori, sui tempi e sui modi dell’insegnamento”. Lo ha scritto Sergio Zaninelli, rettore dell’Università Cattolica, nell’indirizzo di saluto inviato ai partecipanti al seminario di studio “Bioetica ed educazione” promosso dall’Istituto di Bioetica e che si è svolto oggi presso l’ateneo a Roma. Spunto del dibattito, il protocollo d’intesa tra il ministero della Pubblica istruzione ed il Comitato nazionale per la bioetica dell’ottobre 1999 per l’inserimento della disciplina nei programmi scolastici. Una bioetica realmente “educante” deve fondarsi sul “rispetto della vita, della libertà e dei diritti di ogni essere umano” tutelando il nascituro fino dal concepimento, ha dichiarato il direttore dell’Istituto di Bioetica dell’ateneo, mons. Elio Sgreccia. Georges Kutukdjian, direttore dell’Unità di bioetica dell’Unesco, ha illustrato la “Dichiarazione universale sul genoma umano” dell’Unesco (1997), richiamandone la ferma condanna contro ogni discriminazione “basata sulle caratteristiche genetiche” (art.6) e l’inammissibilità della “clonazione a scopo di riproduzione di esseri umani”. Ad avviso di Giuseppe Vico, pedagogista dell’Università Cattolica, è urgente “il recupero di un pensiero forte e sistematico sui grandi temi connessi alla bioetica” per riannodare il legame spezzato fra scienza e coscienza.