Mettere a disposizione degli immigrati i locali “vuoti”, inutilizzati, delle nostre comunità parrocchiali, per “dare una casa a persone che non sanno dove andare”. Questa la proposta fatta ieri, ad Alba, nel corso di una riunione di pastorale migratoria del Piemonte, a cui ha partecipato anche il vescovo di Saluzzo, mons. Diego Bona: “Accanto all’impegno per la campagna ecclesiale a favore della riduzione del debito estero – ha spiegato il vescovo – questo gesto potrebbe essere un segno giubilare di giustizia: affittando ad un prezzo equo i locali a disposizione, si potrebbe fare delle comunità cristiane un luogo sempre più accogliente”. Don Paolo Rocca, direttore regionale della Fondazione “Migrantes” del Piemonte, ha proposto, inoltre, di rinnovare la richiesta allo Stato “dell’immediata regolarizzazione, in questo anno speciale, di qualunque straniero che possa dimostrare di vivere onestamente con un proprio lavoro”. Anche l’attuale legge sull’immigrazione, è stato fatto notare nell’incontro di ieri, permette la regolarizzazione attraverso un “calcolo realistico dei flussi migratori”: se è vero che, come dicono previsioni recenti, nel 2017 mancheranno 6 milioni di posti di lavoro, in Italia potrebbero entrare quasi 300 mila immigrati l’anno. Un Giubileo di preghiera per tutti gli stranieri cattolici presenti in Piemonte: questa l’altra proposta fatta ad Alba, per offrire agli immigrati un “Giubileo dei migranti” da vivere nella Chiesa locale, anche attraverso incontri specifici di spiritualità proposti dalle parrocchie a queste particolari categorie di persone.