In occasione del Giubileo, “tempo di restituzione” per eccellenza, l’Ufficio per la pastorale dei Rom e dei Sinti della Fondazione Migrantes chiede che “ogni comunità cristiana si senta responsabile della situazione drammatica per l’assenza di luoghi di sosta. Questo si può realizzare in più modi: impegnandosi a livello di circoscrizione, di comuni, di regioni perché si prendano iniziative in questa direzione; mettendo a disposizione spazi, terreni, abitazioni adatte, in forme diverse e da concretizzare caso per caso; dando vita a forme di prestiti agevolati, finalizzati all’acquisto di terreni e abitazioni. La concreta possibilità di sosta è garanzia anche di realistico rispetto del nomadismo”.” “Queste proposte sono contenute in una “lettera aperta” che Migrantes ha inviato a tutte le comunità cristiane per il Giubileo. Questo avvenimento, si legge nella lettera, “può essere l’occasione di una grande conversione, di una risposta alla sfida del dialogo con culture diverse, di una purificazione della memoria, cioè anche della presa di coscienza delle nostre colpe nei confronti del popolo Rom. È perciò di grande sofferenza – prosegue Migrantes – e dovrebbe essere anche motivo di scandalo constatare che la realtà in cui viviamo sembra proprio non avere posto per gli ‘Zingari’, titolo negativo con cui sempre nominiamo e accusiamo i Rom. La mentalità razzista e intollerante che sempre più si va diffondendo coinvolge anche le comunità cristiane, che sembrano non disporre di strumenti critici ed evangelici per prendere le distanze da campagne d’opinione tipo ‘tolleranza zero'”. Migrantes suggerisce di invitare i Rom e i Sinti alle celebrazioni giubilari, per esempio quella di Pentecoste, ma non come “elementi folcloristici” bensì come “cristiani che hanno qualcosa di importante da dire”.” “