SULLA QUESTIONE DEI REFERENDUM, NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo la nota integrale Sir di questa settimana

E’ all’esame della Corte Costituzionale il consistente pacchetto di iniziative referendarie di inizio millennio. Ma il dibattito si è già acceso. E si accende, ancora una volta, come è ormai consuetudine in questa interminabile transizione che diventa sempre più confusa, buttando le cose in politica, come si diceva un tempo. Cioè nel gioco delle contrapposizioni frontali. A far discutere sono soprattutto i cosiddetti referendum “sociali”, mentre per l’ennesima volta viene riproposto un quesito elettorale, ulteriore rappresentazione di una vicenda che si trascina ormai da una decina d’anni.” “E’ proprio il rischio inconcludenza, che quella vicenda evoca, a dovere essere sottolineato, prima ancora di ogni considerazione di merito. L’Italia, come Eurolandia nel suo complesso, ha bisogno di una franca discussione sul modello di sviluppo di fronte alla rapida evoluzione della concorrenza internazionale. Ha bisogno di guardare in avanti, e di mappe sostenibili di sviluppo economico, ma anche ed insieme civile e sociale: le cose infatti stanno necessariamente insieme e passano per la dignità della persona. E’ questa la “politica alta” di cui fortunatamente a tratti si parla e di cui si avverte tanto il bisogno. Certo gli attori sono deboli e litigiosi. Ma è ora di cominciare a metterla in pratica. Sprecare le occasioni comporterebbe accumulare ulteriore ritardo. E rendere i cittadini ancora più soli e più disorientati. ” “” “” “” “