PADOVA: LOTTO E LOTTERIE SONO UNA FEBBRE, UN’EPIDEMIA

“E’ una febbre, un’epidemia, e intanto lo Stato incassa (e non ringrazia)”: così scrive, sul settimanale “La Difesa del Popolo” di Padova, Giuseppe Trentin che firma l’editoriale dal titolo “Lo stato biscazziere incoraggia e incassa”. Il giornale dedica al tema del gioco d’azzardo uno “speciale” di cinque pagine, con interventi, interviste, presentazione di dati e prospettive. Su un totale di oltre 23 mila miliardi, giocati dagli italiani nel 1998 (i dati 1999 non sono ancora disponibili, ma si calcola un aumento di oltre il 10%), lo Stato ha incassato più di 7 mila miliardi. Il giornale annota che “le campagne pubblicitarie martellanti e continue inducono a considerare il gioco come qualcosa di ‘buono’, quasi un esempio da seguire. Invece, lotterie e scommesse non hanno mai risolto alcun problema”. Attenzione anche ai venditori di pronostici e “consulenti del lotto”. Secondo il prof. Silio Rigatti Luchini, statistico dell’università di Padova, lo studio dei ritardi e delle sequenze non ha alcun valore e costituisce “un errore macroscopico”. “A ogni estrazione – dice – i numeri disponibili sono 90 e il rapporto di probabilità esistente non cambia di una virgola”. “La Difesa del Popolo” analizza anche la preoccupante diffusione delle “macchinette mangiasoldi” nei bar che sono “al limite della legalità” e per le quali – dice – i controlli della Guardia di Finanza sono “rari”. Il deputato Saonara, intervistato dal giornale, sostiene che, anche su questo tema, “si dovrà arrivare ad una legge quadro”. Allarme è lanciato dal giornale pure sul tema dei casinò. L’attenzione all’argomento non finisce qui. “La Difesa del Popolo” annuncia sul prossimo numero uno speciale dedicato alla patologia del gioco e alle conseguenze nelle famiglie.” “” “