GIUBILEO: AZIONE CATTOLICA, “NO” ALLA “COMMERCIALIZZAZIONE”

Il Giubileo va vissuto “come un severo e impegnativo cammino di conversione personale ed ecclesiale”, vigilando “sui rischi di mistificazione dell’evento per motivi commerciali, su qualsiasi forma di ostentazione compiaciuta del numero dei pellegrini e anche su certi eccessi di estetismo celebrativo”. E’ quanto scrive l’Azione Cattolica milanese, in una nota che riprende alcune recenti considerazioni del card. Carlo Maria Martini sulle celebrazioni di apertura del Giubileo del 2000. Il Giubileo, si legge ancora nella nota, dovrebbe essere caratterizzato dall'”attesa operosa dell’ultimo giorno”, che “è esattamente il contrario di un atteggiamento di evasione dalla storia che si coglie in recenti spinte millenaristiche”. E’ Gesù, ricorda infatti l’Ac milanese, il “modello irrinunciabile di riferimento” affinché ogni cristiano comprenda “nel loro significato profondo contenuti e gesti del cammino giubilare: la purificazione interiore, il superamento dell’affanno per i beni materiali, il ripudio di ogni tipo di oppressione, specialmente verso i poveri e i piccoli”. Le comunità cristiane rispondano all’appello giubilare alla conversione partendo “da una coraggiosa testimonianza ecclesiale di umiltà, resa singolarmente esplicita anche dall’implorazione di perdono per le troppe infedeltà, attuali e storiche, di credenti al Vangelo della libertà, della giustizia, della verità e della pace”. La celebrazione del Giubileo, osserva ancora l’Ac di Milano, assume una “rilevanza pubblica” che travalica i confini della Chiesa: di qui la necessità, per i cristiani, di “un supplemento di responsabilità nella città degli uomini”, anche per cercare di realizzare alcuni obiettivi di natura sociale e politica, tra cui “la liberazione dalle schiavitù che continuano ad opprimere gli uomini e le donne del nostro tempo e il condono o, almeno, la riduzione cospicua del debito internazionale dei Paesi poveri”. ” “” “