VOCAZIONI: MONS. SCABINI, “NON È UNA QUESTIONE DI POCHI”

La questione vocazionale “è ritenuta impegno e sollecitudine di alcuni membri della Chiesa, non ancora di tutto il popolo di Dio, nella sua coralità e popolarità”. Lo ha detto mons. Pino Scabini, assistente nazionale del Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale), intervenendo oggi al congegno su “Nuove vocazioni per un nuovo millennio”, in corso a Roma (fino a domani) per iniziativa del Centro nazionale vocazioni (Cnv).Tracciando un bilancio del percorso della pastorale vocazionale negli ultimi trent’anni, mons. Scabini ha fatto notare che, nonostante “lacune, ritardi e pigrizie” la Chiesa italiana ha gradualmente preso coscienza “di essere madre del mistero vocazionale: senza il riferimento alla vocazione della Chiesa non si dà la crescita delle vocazioni, le quali a loro volta sollecitano la comunità ecclesiale a rendere più sicuro il loro cammino di autenticità”. “Dalla comunione alla missione”: si può sintetizzare così, per il relatore, l’itinerario pastorale della Chiesa post-conciliare, all’interno della quale “i soggetti delle vocazioni hanno l’obbligo di diventare soggetti di una pastorale missionaria. Ogni vocazione va inverata nell’evangelizzazione, aprendo se stessa e aiutando altri ad aprirsi alla forza misteriosa della Parola, alla grazia della riconciliazione e al sigillo della carità operosa”. (segue)