“Una via di dialogo può passare attraverso il pellegrinaggio e il turismo religioso”. E’ una delle proposte che padre Hans Vöcking del Pontificio Istituto di studi arabi e di islamistica, lancia in un’intervista rilasciata al Sir. Commentando i tragici fatti di sangue che hanno scosso in questi giorni l’Egitto, l’Algeria e l’Indonesia, padre Vöcking avanza alcune indicazioni. “Soprattutto in questo anno giubilare – dice – il pellegrinaggio sarà un fenomeno che coinvolgerà milioni di persone. Li porterà a visitare i luoghi santi in Israele, in Palestina, in Egitto e in Turchia. Credo che bisogna invitare gli europei cristiani a recarsi anche nei luoghi di culto dove si ritrovano i cristiani del posto. Se i pellegrini e i turisti visiteranno le comunità cristiane locali daranno ai cristiani del luogo la certezza di non essere stati dimenticati e nello stesso tempo faranno capire al potere politico che i cristiani in Europa e nel mondo non sono isolati ma rimangono sempre in contatto”. L’islamista sottolinea infine l’importanza del dialogo culturale e religioso tra i Paesi della fascia del Mediterraneo e ricorda il diritto alla reciprocità. “Se ci sono musulmani in tutti i paesi dell’Europa che sperimentano la libertà religiosa – afferma Vöcking -, bisogna reclamare la stessa libertà per le minoranze cristiane nei paesi islamici”. A questo proposito Vöcking fa riferimento alle parole pronunciate recentemente dal Papa in India. La vera concezione della religione conduce necessariamente ad una prospettiva di apertura. La religione apre le finestre della propria casa per guardare ed accogliere l’altro. Se si ha paura dell’altro, la religione diventa un fattore di chiusura e di divisione. Tutta la politica fondamentalista nasce dalla paura”.