CONVEGNO CEI: “NUOVE VOCAZIONI PER UN NUOVO MILLENNIO”

Di fronte ad “una cultura che enfatizza da una parte il peso dei condizionamenti ambientali e dall’altra il primato delle scelte soggettive”, le vocazioni sacerdotali rischiano di essere qualcosa di “estraneo all’orizzonte dell’esistenza”. Lo ha detto don Luca Bonari, direttore del Centro nazionale vocazioni (Cnv), aprendo oggi a Roma il convegno su “Nuove vocazioni per un nuovo millennio”, organizzato dal Cnv in particolare per gli “animatori di animatori” vocazionali, quali vescovi, presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, laici direttori di Centri diocesani vocazioni. “Questo – ha aggiunto don Bonari introducendo il convegno, in corso fino al 5 gennaio – vuole essere un convegno ‘cerniera’ tra la recente assemblea della Cei dedicata al tema delle vocazioni e il rilancio della pastorale vocazionale, cercando di intravedere le nuove vie da percorrere con coraggio”. “Pregate, testimoniate, evangelizzate, chiamate!”: questi i quattro suggerimenti dei vescovi per far fronte alla crisi delle vocazioni, come si legge nel documento conclusivo della XLVI assemblea della Cei, svoltasi nel maggio scorso proprio sul tema delle vocazioni. “Una Chiesa comunità di testimoni – scrivono i vescovi nel testo, diffuso nei giorni scorsi – è l’habitat necessario per la fecondità vocazionale”. I giovani, in particolare, “sono affascinati dai martiri della fede e della carità, che hanno segnato la storia del nostro tempo”. Anche alcuni luoghi, secondo i vescovi, possono essere “segno” di vocazione: la parrocchia, il presbiterio, le comunità di vita consacrata, il seminario diocesano, la famiglia cristiana, la scuola, il tempo libero. In Italia, secondo la rivista “Rogate Ergo”, i sacerdoti nel 1998 erano 54.644, di cui 35.521 diocesani e 19.123 religiosi; gli ordinati nel ’98 sono stati 460 ed oltre 5000 i seminaristi.