CIVILTÀ CATTOLICA: “GAY PRIDE”, “ANCHE I CATTOLICI HANNO IL DIRITTO DI NON ESSERE OFFESI”

“Il giudizio morale della Chiesa sull’omosessualità è fondato su quanto insegna la Sacra Scrittura e sul costante insegnamento del suo magistero”. Essa “non condanna come colpevoli moralmente né le tendenze omosessuali innate né le tendenze omosessuali acquisite involontariamente; disapprova, invece, sia le tendenze omosessuali acquisite volontariamente, sia gli atti omosessuali”. Così l’editoriale del prossimo numero de “La Civiltà Cattolica”, dedicato al “World Gay Pride, e la Chiesa” precisa l’atteggiamento di quest’ultima nei confronti dell’omosessualità. L’articolo, dopo aver passato in rassegna le varie opinioni espresse in merito dal mondo della politica e della cultura, rileva “l’intenzione degli organizzatori del Gay Pride di fare una manifestazione ‘provocatoria’ e insultante contro la Chiesa e quindi contro i cittadini italiani cattolici”. Ciò che è “in questione – osserva il periodico dei gesuiti – non è il diritto di manifestazione delle proprie convinzioni, che nessuno – e tanto meno i cattolici – intende negare agli omosessuali ma è il diritto che, al pari di tutti i cittadini, hanno anche i cattolici di non essere offesi e sfregiati”. Perciò, conclude l’editoriale, “gli omosessuali facciano pure la loro manifestazione dell’orgoglio sessuale, anche se obiettivamente inopportuna ma la contengano nei giusti limiti del buon senso, della misura e del rispetto degli altri; facciano pure una manifestazione, ma senza trasformarla in una ‘dichiarazione di guerra’ e cadere in oscenità che offenderebbero non solo i cattolici ma anche tutti i cittadini onesti desiderosi che Roma mantenga il carattere di una città insieme accogliente e civile”.