PADOVA: OGGI LA CONSACRAZIONE DEL PRIMO “EREMITA DI CITTÀ”

Tra lui e il mondo ci sarà il “filtro” della segreteria telefonica. Non potrà passare la notte né pranzare fuori dalla propria abitazione. Non disporrà della televisione. Le sue spese personali dovranno essere autorizzate. Potrà visitare i genitori ogni 40-50 giorni. Sono alcune delle regole dello stato di vita eremitica che, da questa mattina, padre Domenico Maria Fabbian ha assunto, consacrandosi “eremita diocesano” nelle mani del vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo. Padre Fabbian è nato nel 1951 a Borso del Grappa (Treviso). Da ragazzo ha frequentato per alcuni anni il seminario. Poi ne è uscito, si è laureato in medicina, ha iniziato il lavoro come medico ed ha frequentato la “Comunità del Cantico” e, in seguito, a Parigi, la “Fraternità di Gerusalemme”. Divenuto prete nel 1994, è quindi rientrato in Italia. Dal 1998 è stato penitenziere nella chiesa del Corpus Domini di Padova. Con il nuovo nome di Domenico Maria del Cuore di Gesù il prete-eremita, primo della diocesi, vivrà separato dal mondo secondo le regole stabilite dal vescovo. Continuerà ad esercitare il presbiterato attraverso il ministero della confessione. Per il resto, vivrà nella “continua preghiera e penitenza, dedicando la propria vita alla lode di Dio e alla salvezza del mondo”.