“Certe cose non vanno prese per scherzo, ma contrastate con intelligenza”. Questo il commento di don Tonino Lasconi, esperto di problematiche giovanili, alla notizia delle tre minorenni “di buona famiglia” che hanno confessato di aver ucciso suor Maria Laura Mainetti, la religiosa di Chiavenna morta nei giorni scorsi in circostanze fino ad oggi misteriose. “Omicidio volontario premeditato, senza movente”: questa la pesante accusa di cui le tre adolescenti dovranno rispondere alla giustizia. “Il concetto di normalità si è ribaltato”, commenta don Lasconi riferendosi al fatto che due delle tre ragazze sarebbero state incitate ad uccidere dalla terza, afflitta da seri problemi psicotici. “Guai, oggi, a dire che una persona è malata… E’ vero che non bisogna emarginare, ma prendere atto che esiste una malattia dovrebbe essere lecito, per aiutare poi il soggetto che ne è affetto e le persone che gli sono vicino a fronteggiarla adeguatamente”. Il problema, per don Lasconi, è che “noi adulti siamo superficiali, a volte fino all’irresponsabilità. E poi ci si meraviglia se i giovani prendono strade sbagliate…”. Nel caso in questione, in particolare, secondo il sacerdote bisogna tener presente che “spesso i malati psicotici hanno una personalità molto forte, o comunque una personalità ‘strana’, fuori dal comune, che in genere suscita ammirazione fra i ragazzi”. Anche i mass media, per don Lasconi, hanno la loro parte ci responsabilità, visto che “mettono sempre in prima pagina tutto ciò che è contro la norma. Il messaggio che i giovani ricevono è allora quello che bisogna essere ‘strani’, diversi dal normale, altrimenti non si viene neanche presi in considerazione”. Di qui la necessità, per la comunità ecclesiale ed il mondo adulto in genere, di “impegnarsi di più nell’educazione, superando i luoghi comuni, le mode e ricordando sempre che il giovane è una persona in formazione: o lo si prende sul serio – conclude don Lasconi – o si rischia di farne uno sbandato”.