Il “nuovo sistema nazionale di istruzione” e la parità scolastica sono stati al centro della discussione del Consiglio nazionale della Scuola Cattolica che si è riunito oggi a Roma. Al termine della riunione il Consiglio ha diffuso il seguente comunicato.” ” “Con la circolare ministeriale 15 giugno 2000, n. 163, è stato dato ufficialmente il “via libera” al nuovo “sistema nazionale di istruzione”, disegnato nella legge 10 marzo 2000, n. 62, intitolata “Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione”. La circolare rappresenta un primo passo verso l’attivazione del nuovo sistema scolastico; si limita a dare le prime indicazioni operative per far decollare il sistema della scuola paritaria, esplicitamente rinviando ad un prossimo e più completo intervento ministeriale il compito di integrare il quadro normativo di riferimento, operando i raccordi tra la disciplina vigente e quella prospettata dalla legge sulla parità scolastica.” ” È a questo punto necessario che quanti credono e operano nella scuola cattolica e di ispirazione cristiana seguano con attenzione e continuità i paralleli ma necessariamente collegati sviluppi legislativi in materia di concreto finanziamento dell’intero sistema nazionale di istruzione (a partire dal disegno di legge n. 7073 depositato alla Camera il 12 giugno 2000 e dalla legge finanziaria, mantenendo comunque il vincolo di destinazione dei contributi statali al di là delle possibili nuove competenze delle Regioni). Dopo la legge n. 62/2000 è definitivamente riconosciuto che le scuole paritarie fanno parte integrante del sistema nazionale di istruzione.” ” Le scuole cattoliche in questo sistema vogliono e debbono entrare, ciascuna con le proprie caratteristiche, ciascuna con i propri tempi, ciascuna con i propri problemi. Ogni istituto, pertanto, deve decidere se “entrare” nel nuovo sistema nazionale di istruzione quest’anno o negli anni prossimi. Se non sussistono controindicazioni riguardanti il venir meno dei requisiti, scuole o istituti possono tranquillamente decidere di chiedere la parità; in caso diverso la richiesta potrà essere inoltrata negli anni successivi. Gli adempimenti che la circolare richiede ai gestori recepiscono ciò che già è obbligatorio per legge: norme sulla sicurezza, sull’igiene, sugli ambienti, sul possesso dei titoli di abilitazione, sulla elaborazione di un progetto di autonomia didattica deciso dal collegio dei docenti, applicazione dei contratti di lavoro, ecc.” ” In più, estendendo a tutto il sistema nazionale di istruzione un’esperienza che ha fatto e fa parte del patrimonio delle realtà scolastiche formative di ispirazione cristiana, strutturalmente e culturalmente caratterizzate dalla assenza di ogni scopo di lucro, la legge paritaria e la circolare introducono l’obbligo del progetto educativo e del piano dell’offerta formativa, come elementi caratterizzanti l’ispirazione culturale e/o religiosa. Allo stesso modo l’obbligo di dichiarare l’impegno ad applicare le norme vigenti in materia di inserimento di alunni con handicap o in condizioni di svantaggio non può non incontrare la tradizione sociale della scuola cattolica e di tutta la Chiesa italiana, e – per altro – costituisce significativo veicolo per una sempre migliore risposta della scuola paritaria ai bisogni della persona, nel quadro della legge n. 104/1992, che riguarda anche le scuole statali. Sul punto va detto che l’art. 1, comma 14, della legge n. 62/2000 prevede già – benché insufficiente a fronte di alcune migliaia di studenti già presenti nelle scuole cattoliche – uno stanziamento di 7 miliardi per il sostegno delle relative attività.” ” Circa la pubblicità del bilancio della scuola, non è superfluo ricordare che si tratta, non del bilancio dell’ente giuridico (Congregazione, parrocchia, diocesi, fondazione o ente morale) ma della singola scuola o istituto scolastico, per la quale già oggi il decreto legislativo n. 460/1997 (sugli enti non commerciali e sulle Onlus) prevede l’obbligo di una contabilità separata. Non si tratta di un onere aggiuntivo, anche perché, a fronte di contribuzioni pubbliche e/o private, è impensabile non rendere conto. Le nostre istituzioni scolastiche non hanno nulla da temere o da nascondere. Sarà possibile e utile un apposito regolamento interno per definire tempi e modalità dell’accesso alla conoscenza del bilancio. Una corretta organizzazione amministrativa non potrà che favorire la trasparenza. Tutte le fasce di istruzione possono chiedere la parità in prima applicazione: la scuola materna autorizzata, la scuola elementare parificata, la scuola media inferiore o superiore legalmente riconosciuta o pareggiata con termine fissato al 15 luglio 2000. Le scuole elementari autorizzate, le scuole medie e secondarie non già riconosciute, entro il 28 febbraio 2001.” ” La FIDAE e la FISM hanno già predisposto un modello di domanda per la richiesta del riconoscimento della parità. La circolare riconosce e conferma, dunque, che la scuola paritaria svolge un servizio inequivocabilmente pubblico. Non è forse superfluo ricordare che, fintanto che i pubblici poteri non affronteranno in modo adeguato il problema del finanziamento, l’adesione al sistema paritario e al sistema nazionale di istruzione non può comunque comportare la totale gratuità di tutti i servizi. A questo proposito ribadiamo l’invito alle forze politiche di riprendere il cammino per superare i limiti di incompiutezza della legge n. 62, così da giungere presto alla piena parità”.” “