Vedemmo “un vescovo vestito di Bianco, ‘abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre’. Vari altri Vescovi, sacerdoti, religiose e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto in cima al monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”. E’ questo il cuore della terza parte del segreto rivelato, il 13 luglio 1917 nella Cova di Iria a Fatima, ai tre Pastorelli, nella redazione originale del manoscritto di suor Lucia del 3 gennaio 1944. Manoscritto custodito, dal 1957, nell’Archivio Segreto del Sant’Uffizio. Oggi il Vaticano rende noto il testo integrale della terza rivelazione, pubblicandolo all’interno di un più ampio documento “Il Messaggio di Fatima”, presentato questa mattina. In esso la Congregazione per la Dottrina della Fede, così come le era stato indicato dal Santo Padre durante il pellegrinaggio a Fatima dello scorso 13 maggio, affianca “un opportuno commento”, per renderne più chiara l’interpretazione.” “” “” “