Giovanni Paolo II “ha richiesto la busta contenente la terza parte del ‘segreto'” solo “l’attentato del 13 maggio 1981”, mentre ancora si trovava al Gemelli. E, come è noto, “chiese subito la consacrazione del mondo al Cuore immacolato di Maria”, con il solenne “Atto di affidamento”. Mons. Tarcisio Bertone sottosegretario della Congregazione per la Dottrina della Fede e autore dell’introduzione storica al testo “Il Messaggio di Fatima”, durante la conferenza stampa, sgombra il campo da indiscrezioni che ritenevano il Papa già a conoscenza del segreto prima dell’attentato. Il “Vescovo vestito di Bianco” descritto nella profezia “è certamente il Santo Padre”, come ha suggerito la stessa suor Lucia. Ma attenzione, suggerisce il card. Ratzinger, a “non storicizzare troppo” i termini usati nel testo. Ogni parola deve essere interpretata in modo ampio. E così il riferimento alla Russia, non può essere riduttivo, ma deve contenere quella più larga descrizione di “sistemi atei”, che nello scorso hanno tentato annientare la fede.” “E’ importante, sottolinea il card. Ratzinger, richiamando il commento teologico apposto al documento “Il Messaggio Fatima”, distinguere fra “Rivelazione pubblica, che ha trovato la sua espressione nella Bibbia” e “rivelazione privata, che si riferisce a tutte le visioni che si verificano a conclusione del Nuovo Testamento” e all’interno delle quali bisogna collocare il segreto di Fatima. “La rivelazione privata – spiega il cardinale – è un aiuto per la fede, e si manifesta come credibile proprio perché mi rimanda all’unica rivelazione pubblica”.” “” “