PROGETTO GENOMA: LEONE, “UN EVENTO STORICO CHE PONE ANCHE PROBLEMI ETICI”

“La piena conoscenza del genoma umano è un evento storico che può porre anche problemi etici”, tra cui il rischio dell'”eugenismo”, di una “manipolazione o selezione preventiva, anche a fini migliorativi” dei nascituri, della “discriminazione tra lavoratori sani e lavoratori malati, adesso o – peggio – nel futuro”. E’ quanto dichiara al Sir Salvino Leone, dell’Istituto siciliano di bioetica, a proposito della mappatura genetica del Dna umano, che verrà presentata stasera a Washington e Londra. Leone, tuttavia, invita a “non demonizzare” il progetto genoma, che costituisce “un punto di partenza per una progettualità medica di tipo diverso, grazie alla possibilità di localizzare esattamente tutte le patologie”; in questo senso, la mappa del Dna “porterà sicuramente esiti positivi in ambito terapeutico”. Per evitare, invece, i possibili rischi, sostiene Leone, “serve l”immaginazione morale’, cioè la capacità di prevedere gli scenari futuri, senza farsi intimidire da questi e quindi fermare la conoscenza o le acquisizioni positive, però tenendone presente i rischi o i risvolti per riuscire a controllarli nel tempo”. Secondo Leone, “il problema più importante di carattere etico che pone il progetto genoma è il diritto del soggetto ad essere informato sul proprio Dna. E’ un po’ come la questione del dire o meno la verità al malato: ne ha diritto, ma potrebbe anche rifiutarsi di saperla. Nel momento in cui si rifiuta, però, altre persone potrebbero pretendere di essere informate a riguardo: la moglie, i figli, altri ‘terzi’ verso i quali il soggetto, magari per la professione che svolge, ha delle responsabilità…Bisognerebbe, allora, stabilire quando e a quali condizioni ci si può rifiutare di essere informati sul proprio patrimonio genetico”.