NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo la nota integrale Sir di questa settimana

A conclusione del Congresso Eucaristico Mondiale il Papa ha dato appuntamento ad un altro grande momento corale: la giornata mondiale della gioventù, tra poco più di un mese. In questo cuore religioso si specchia il “grande” Giubileo, che è fatto sì di gesti straordinari e indimenticabili, come il pellegrinaggio in Terrasanta, ma è fatto soprattutto della “ordinaria” realtà di una partecipazione di popolo al di là di ogni attesa, tanto a Roma che nelle diocesi.” “Ormai a metà del cammino del Giubileo è forse questo il dato che maggiormente risalta. Non consente alcun trionfalismo, ma piuttosto un atteggiamento realistico e sereno: sottolinea forse ulteriormente l’invito e la necessità della testimonianza. E ce ne suggerisce alcune linee.” “La domanda religiosa c’è, ma è progressivamente secolarizzata, sintetizzano in modo pertinente i sociologi. Dunque di questo dato occorre tenere conto. E di un altro, che assai meno rassicurante: la progressiva dissipazione del contesto. Cioè di un quadro ben costruito e rassicurante di saperi, ordini, gerarchie. La priorità è dare risposte alle domande, a partire dalla consapevolezza di un quadro precario, che implica, quasi come pre-condizione quella che i teologi chiamano “conversione pastorale”.” “Proprio a metà del giubileo, e cogliendone i frutti che già si stanno delineando, la presidenza della CEI ha varato nei giorni scorsi il gruppo di lavoro per cominciare a stendere gli orientamenti pastorali per gli anni duemila. Non è un adempimento burocratico. Si tratta di definire un quadro e di identificare un motore (di riflessione culturale e di vita spirituale) capace di servire l’esercizio cui la Chiesa e di cattolici sono chiamati nei prossimi anni. Questo esercizio di rispondere ad una domanda religiosa insopprimibile eppure secolarizzata e sempre più de-contestualizzata.” “Il percorso verso gli orientamenti pastorali, riprendendo molte delle suggestioni già emerse nel quadro del progetto culturale, parte da Cristo, vivente, dalla virtù teologale della speranza. A questo centro si arriva tenendo conto del cambiamento, consapevoli che interagisce con la fede cristiana, determina momenti di crisi nella trasmissione della fede e più in generale in tutti processi di relazione tra le generazioni. Da questo centro si parte per valorizzare e richiamare i molteplici soggetti ecclesiali ad aprirsi e a costruire itinerari spirituali di risposta. Percorsi chiari nei contenuti, ma capaci di parlare la lingua delle emozioni e degli affetti. Proprio come in queste esperienze di pellegrinaggi giubilari di popolo.” “” “” “