BIOETICA: LEGGI E REGOLE CONTRO IL COMMERCIO DEI DATI GENETICI

Un allarme contro i rischi dell’irrompere di logiche commerciali nell’utilizzo dei test genetici e la richiesta di una normativa in proposito sono emersi oggi a Roma durante il convegno “I nostri dati genetici. Opportunità, rischi, diritti” promosso dal Comitato nazionale di bioetica, Legambiente e dal Garante per la protezione dei dati personali. Ogni anno vengono fatti in Italia oltre 200.000 esami genetici presso 96 laboratori privati di diagnostica (330 in Europa). “Ma i test non sempre vengono interpretati in maniera corretta – ha avvertito Bruno Dallapiccola, del Dipartimento medicina sperimentale e patologia dell’Università “La Sapienza” – e provocano situazioni disastrose, soprattutto tra le donne che interrompono la gravidanza in seguito a test genetici sbagliati. In Italia ci sono pochi esperti e migliaia di persone che fanno i test”. Da una ricerca di Legambiente su 2000 siti e portali Internet è emerso inoltre che stanno proliferando, soprattutto negli Stati Uniti, le proposte di vendita per corrispondenza di kit “fai da te” che consentono di stabilire con certezza paternità o maternità. “Un sistema per allocchi che ha solo fini commerciali” ha obiettato Dallapiccola, “visto che basta prelevare un capello per fare un’analisi genetica”. Secondo Dallapiccola è necessario quindi pensare “alla qualità del servizio”, dando la possibilità di eseguire i test “solo ai centri controllati e garantendo almeno il centinaio di test più conosciuti”, informando inoltre “l’opinione pubblica dei possibili danni e delle implicazioni che riguardano le malattie complesse”, visto che non tutte le patologie possono essere guarite con la terapia genica. (segue)” “” “