Il Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) ha dato al governo la propria disponibilità a farsi carico dell’accoglienza di quella parte di detenuti che, in seguito ad un’eventuale amnistia, si troverebbero in difficoltà per il proprio reinserimento sociale. “Ci rendiamo disponibili – scrive Vinicio Albanesi, presidente del Cnca in una lettere al presidente del Consiglio, Giuliano Amato – a sostenere concretamente e attestare la correttezza dei percorsi educativi e di reinserimento sociale che le ipotesi collegate al provvedimento di amnistia e indulto esigeranno”. “Riteniamo indispensabile – prosegue Albanesi – che provvedimenti di giustizia eccezionale come l’amnistia e l’indulto siano accompagnati da iniziative sociali contestuali e ugualmente non ordinarie nel segno della concretezza e del fare progetto”. Il Cnca è composto da 259 realtà distribuiti sul territorio nazionale e da oltre vent’anni propongono percorsi di accoglienza e di reinserimento sociale: oltre 2mila le strutture e 100 mila le persone in difficoltà accolte grazie al lavoro di 11mila volontari. “E’ questa esperienza – scrive Albanesi – che oggi vorremmo investire per chi, privato della sua libertà, possa ritrovare il senso e l’interesse a una nuova convivenza sociale sotto il segno della legalità e della sicurezza sociale per tutti”. A questo proposito, il Cnca ritiene “necessario che le risorse finanziarie destinate a sostenere il Collegato al provvedimento di amnistia e indulto, non vengano distribuiti a pioggia, ma con criteri da definire con precisione”. ” “” “” “” “” “” “