“Ogni generazione si chiede se Dio esista e ne cerca un segnale esplicito, ma Cristo nel Vangelo stronca con asprezza questa pretesa. E’infatti una domanda che spesso ‘gusta’ molto di più il tono della propria voce che l’attesa della risposta”. Lo ha detto lo scrittore Erri De Luca intervenendo ieri sera a Roma ad un incontro presso il Centro stampa per il Giubileo. Spunto del dibattito, al quale hanno preso parte anche il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, card. Achille Silvestrini e Paolo Flores D’Arcais, direttore della rivista “Micromega”, il tema dell’ultimo numero della rivista (2/2000), “Dio esiste?” che contiene, tra gli altri, saggi di Bobbio, Ratzinger, Bianchi, Kolakowski, Forte. Spesso, ha spiegato De Luca, chi crede di cercare Dio copre con “il chiasso della propria voce il rumore della risposta” che è indipendente, peraltro, “dalla buona volontà di chi si mette in ascolto” e non è “la somma di tanti indizi”, ma un dono. “Ho ritradotto per ‘Micromega’ il Salmo secondo – ha aggiunto lo scrittore -, ovvero il massimo elogio al timore di Dio, il tremito che colpisce tutti i protagonisti della Sacra scrittura – paragonabile al sentimento di paura e reverenza del mare che avevano una volta i pescatori – e che oggi mi sembra estinto” anche se “dovrebbe essere contenuto nel respiro di ogni uomo”, funzione necessaria alla vita e “così indipendente dalla nostra volontà”.