“La rivoluzione silenziosa dei cattolici francesi”: questo il titolo dell’articolo di apertura, in prima pagina, dedicato dal quotidiano “Le Monde” (11-12 giugno) alla “riorganizzazione” della Chiesa cattolica d’Oltralpe, le cui parrocchie sono passate da 34 mila a 20 mila in dieci anni. Anche per far fronte alla diminuzione dei sacerdoti (meno di 20 mila, la maggior parte oltre i sessant’anni), la comunità ecclesiale francese ha deciso di “adattare la sua organizzazione spaziale ai mutamenti della società, rompendo con una suddivisione secolare del territorio”, si legge nell’articolo citato. Per questa ridistribuzione territoriale, le diocesi “si sono sforzate di ragionare in termini di ‘bacini di vita’, considerando la desertificazione delle campagne, la mobilità delle persone o i nuovi modi di vita”. “Ci si può ancora rifiutare di spostarsi di dieci chilometri per andare alla Messa, quando si percorre la stessa distanza per recarsi all’ipermercato?”, riassume Yvon Bodin, segretario generale aggiunto della Conferenza episcopale francese. Oltre alla mancanza di preti, “Le Monde” definisce “inquietante” il calo della pratica religiosa, ormai “inferiore al 10% della popolazione”. Per questo, la ristrutturazione ecclesiale in corso è accompagnata “da un’implicazione crescente dei laici nella vita delle parrocchie e delle diocesi”. (segue). ” “” “