FRANCIA: LA “RIVOLUZIONE SILENZIOSA” DEI CATTOLICI FRANCESI (2)

Le nuove strutture parrocchiali francesi, scrive Xavier Ternisien su “Le Monde” (11-12/6) a proposito della “rivoluzione silenziosa dei cattolici”, si organizzano normalmente su tre livelli: al primo, si trovano le “comunità di base”, composte da laici, che si sono “sostituite” alla parrocchia. Il livello seguente è quello della “nuova parrocchia”, che raggruppa diverse comunità del villaggio o del quartiere: la parrocchia è sotto la responsabilità di un parroco e di una “équipe di animazione pastorale” di cui, in alcuni casi, il prete non è che il “moderatore”, colui che ha direttamente in carico la responsabilità della parrocchia. Il livello superiore, infine, è quello del “settore”, che riunisce più parrocchie e ha un ruolo di coordinamento. “Trenta o quarant’anni fa – fa notare mons. George Gilson, arcivescovo di Sens-Auxerre, passata da 500 a 110 parrocchie – la popolazione viveva ancora in una società ‘cristianizzata’. Questa situazione è sparita definitivamente. Io stesso, non utilizzo più i concetti di ‘credenti’ e ‘non-credenti’, divenuti troppo eterogenei. E’ più esatto dire che la situazione è scoppiata, che ci troviamo di fronte a un mosaico di espressioni religiose o non religiose”. Di qui l’importanza del ruolo dei laici, per i quali Gilson propone “focolari comunitari”, ossia “forme di incontro tra i cristiani più attivi nel servizio alla Chiesa”, che si riuniscono per “vivere un’esperienza spirituale forte, condividere la Parola di Dio, rispondere all’appello della carità e della missione evangelica”. Tutto questo non per eliminare, ma al contrario per rivalutare il “patrimonio” della parrocchie, che “Le Monde” definisce “un simbolo forte della nostra vita collettiva”. “La parrocchia – spiega, infatti, Gilson – non corrisponde più come una volta ad una comune o ad un campanile, ma resta al servizio di persone che reclamano una risposta a un bisogno religioso, per esempio in occasione di avvenimenti della loro vita personale, familiare o sociale”. ” “” “