I missionari Dehoniani hanno lanciato un appello per denunciare “l’orribile genocidio” in corso nella Repubblica Democratica del Congo, chiedendo “l’immediato intervento del governo Italiano, dell’Onu, degli Stati Uniti, del Belgio e di tutti quei Paesi che possono fare qualcosa e che, invece, contemplano passivamente ciò che sta accadendo”. Come riferito dall’agenzia dei religiosi italiani “Vidimus dominum”, la città di Kisangani “è senza luce e acqua da lunedì scorso, perché è stata colpita la centrale idroelettrica. Nessuno ha il coraggio di uscire a seppellire i morti. I feriti non possono essere assistiti per mancanza di medicamenti. La gente è costretta a non uscire di casa e non può rifornirsi dell’acqua e del cibo necessari”. I missionari Dehoniani sono a Kisangani da più di cento anni, per questo, sottolineano, “sentiamo un particolare obbligo verso tutto questo popolo innocente e martoriato, sottomesso allo sfruttamento di interessi meschini, nazionali e internazionali”. “Il Signore Gesù Cristo – concludono – non debba condannarci per aver assistito passivamente alla sofferenza, al sopruso e alla morte dei nostri fratelli africani”.