“I lavori procedono bene. Il cammino è stato imboccato”. Lo ha detto mons. Emilio Patriarca, vescovo di Monze, nel sud dello Zambia, aggiornando “7° giorno”, settimanale del decanato di Melzo (Milano) sulla campagna promossa dalla Conferenza episcopale italiana per la riduzione del debito estero. Zambia e Guinea, come è noto, sono i due Paesi scelti dalla Cei per questa iniziativa di solidarietà. In Zambia, ricorda il vescovo, si sta ora lavorando per “la costituzione di una commissione tripartita composta da rappresentanti del governo, delle opposizioni e della società civile, che gestisca le risorse liberate dalla riduzione del debito”. La diffusione del virus Hiv e la disoccupazione sono le due grandi “ferite” che colpiscono il Paese. “L’Aids – racconta il vescovo – costituisce una delle più gravi ipoteche sul futuro del Paese e dell’intero continente” mentre “il numero dei senza lavoro è oggi raddoppiato, se non addirittura triplicato, rispetto a trent’anni fa”. La causa della crisi è da ricercare nel programma economico liberista messo in atto dal nuovo governo. La responsabilità ricade anche sull’Occidente e sulle banche mondiali che “hanno favorito il liberismo del governo zambiano”, imponendo anche a tutti i paesi africani fortemente indebitati “draconiane politiche di aggiustamento dei conti pubblici”. “La speranza più grande – conclude il vescovo – sono le nuove generazioni. Tra i giovani c’è una forte presa di coscienza. La vitalità di questi ragazzi che si impegnano per diventare protagonisti del loro futuro, mi aiuta a non abbadonarmi alla rassegnazione”.