“La salute della missione è ottima perché cambia il suo volto, si diffonde, diventa più attuale e più coscienziosa”. Lo ha rilevato il card. Jozef Tomko, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la presentazione di “Expo Missio 2000”, la Mostra missionaria del Giubileo che si terrà a Roma, nell’Abbazia delle Tre Fontane dal 10 giugno 2000 al 6 gennaio 2001. “Oggi – ha osservato il cardinale – la coscienza della missione si diffonde in tutto il mondo”. Non è più come in passato solo opera di “pionieri”. “La missione – ha proseguito – è oggi ovunque e in tutte le direzioni. Non è più solo l’Europa che si muove verso l’Asia e l’Africa. Abbiamo missionari filippini o indiani che operano in Europa, dove ci sono gruppi di persone che non conoscono Cristo,o cristiani che hanno perduto il senso dei valori cristiani”. La missione ad gentes dunque, ha spiegato il Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, deve diventare “oggetto della pastorale normale”. L’elemento positivo di crescita, ha osservato il cardinale, “è che in ogni Chiesa, anche nella più giovane emerge subito la coscienza di aprirsi alla missione”. Il martirio e la persecuzione che la Chiesa subisce in molte zone del mondo, “fanno parte della salute della missione perché dove la Chiesa soffre c’è sempre una crescita”. Esemplare in questo senso il caso della Cina: dal 1950 il numero dei fedeli è raddoppiato e ciò, ha rilevato il cardinale, è accaduto “sotto la persecuzione”. Anche le vocazioni sono “in crescita”, ha detto ancora il card. Tomko. “Come Congregazione – ha proseguito – non riusciamo a costruire i nuovi seminari necessari. Nel 1975 aiutavamo 8.400 studenti per il sacerdozio; nel 1985 sono diventati più di 15.000. Oggi aiutiamo più di 29.000 seminaristi maggiori e 53.000 studenti dei seminari minori”. Ciò che ora è importante, ha concluso, “è curare la qualità della loro formazione”.