GIUBILEO: VESCOVI FRANCESI, “I CATTOLICI CAMBINO ATTEGGIAMENTO NEI CONFRONTI DEL DENARO”

Un appello ad ogni cattolico per “una conversione nella dimensione finanziaria ed economica” è stato lanciato dalla Conferenza episcopale francese e dal Consiglio per la solidarietà, nella dichiarazione intitolata “Il Giubileo e il denaro”, scritta allo scopo di “far riflettere le comunità cristiane sul loro atteggiamento nei confronti del denaro e dei beni materiali”. Il denaro, ricordano i vescovi francesi, “è un mezzo di scambio” e non “un fine, uno strumento della volontà di potenza che può far perdere la testa, un assoluto che si sostituisce al vero Dio”. “La grande disgrazia del denaro trasformato in idolo – scrivono – è il fatto che separa dagli altri. Più si è ricchi, più si rischia di non vedere e non ascoltare più gli altri. I beni di questo mondo, che dovrebbero essere un segno di comunicazione, di comunione, diventano un ostacolo, un muro”. La “conversione evangelica”, suggeriscono, assume alcune forme principali: “La condivisione. La prima comunità cristiana si è fondata, fin dagli inizi, sulla condivisione”. Chi segue Cristo, precisano, “capisce che i suoi beni hanno allo stesso tempo una ‘destinazione universale’ nel senso che devono contribuire a non far mancare il necessario a ogni persona”. Altre forme di solidarietà consistono nel “pagamento delle imposte”, “la partecipazione alle collette della Chiesa” e a quelle “delle organizzazioni umanitarie e caritative”. Ma la condivisione, puntualizzano i vescovi francesi, “non si può ridurre ad un contributo finanziario. Dare del denaro senza donare se stessi è una menzogna. Condividere vuol dire, nella misura dei propri mezzi, dare il proprio tempo, il proprio potere, le proprie competenze, i doni ricevuti. E’ anche partecipare ad un’associazione di solidarietà”. I vescovi invitano inoltre le comunità cristiane o le Chiese locali “che non sanno come utilizzare il denaro” a beneficio di quelle povere di mezzi. Tutto questo può rendere più attenti alla “dimensione sociale del Giubileo”, interessandosi dell’annullamento del debito estero, “di un commercio più equo e solidale, di una moralizzazione più seria dei flussi finanziari incontrollati che gravitano intorno al nostro pianeta”.