L’alta tecnologia “trasforma l’uomo e la donna che accedono ad essa, perché crea in loro la mentalità del virtuale”, il cui luogo privilegiato è Internet. L’affermazione è di padre Francesco Cultrera, del “Centro Arrupe” di Palermo, in un servizio che verrà pubblicato sul prossimo numero del Sir in margine ad un recente seminario svoltosi nel capoluogo siciliano su “Pluralismo e ragione pubblica”, per iniziativa del Servizio nazionale per il progetto culturale e del Centro studi filosofici di Gallarate. “Lo strumento tecnico – prosegue il gesuita -, con le sue prestazioni fantastiche, configura e modella l’immagine che l’uomo e la donna hanno di se stessi, la loro identità. Spaziare attraverso continenti e isole, superare le distanze, equivale a vivere un rapporto differente con lo spazio. La comunicazione in tempi reali sottrae gli uomini alla logica del tempo”. Navigando su Internet, spiega Cultrera, “si rimane separati e distanti dall’universo culturale in cui l’altro agisce, pensa, sente, parla. Rimangono celate le distanze culturali tra navigatori: seduti tutti innanzi ad un video, vive, ciascuno di loro, in un angolo del pianeta, in una comunità strutturata da una cultura diversa”. Attenzione, però, a non demonizzare le nuove tecnologie, che aprono comunque alla comunicazione “possibilità finora inedite”. Basti pensare, ad esempio, alle diverse religioni, con cui il cristianesimo deve fare i conti: “Le religioni non cristiane – commenta il gesuita – non possono e essere liquidate con alcune affermazioni teologiche riguardanti la strada della salvezza, aperta a tutti gli uomini di buona volontà. Esse interpellano per il credo, distante dal nostro, e per l’esperienza religiosa, legata ad immagini e a culture differenti dalla nostra”. ” “” “