“Sorpresa e profonda preoccupazione”: è quanto esprime il Cif (Centro Italiano Femminile), in una nota diffusa oggi, a proposito della recente sentenza con cui la Corte di Cassazione ha stabilito che non costituisce reato l’uso privato di foto pornografiche che ritraggono minori. In attesa di leggere l’intero dispositivo della sentenza, il Cif “si unisce alla riprovazione da più parti manifestata per le gravissime conseguenze di una simile decisione”. Trattandosi di minori, spiega infatti l’associazione, “un tale comportamento è certamente lesivo dei diritti della persona anche se non finalizzato a scopo di lucro”. Di qui la richiesta che tale materia “venga seriamente affrontata dal legislatore al fine di evitare ogni equivoco di interpretazione delle norme giuridiche a tutela dei minori”. “La sentenza della Cassazione – commenta Alba Dini Martino, presidente del Cif – mette in evidenza l’ispirazione di fondo di norme di forte ispirazione individualistica, coerente con la cultura dominante: quella dei diritti soggettivi. L’indifferenza etica che ne deriva rende legittimo ogni comportamento individuale, anche quelli moralmente illeciti”. In questo modo, osserva Dini Martino, l’ordinamento giudiziario, che “dovrebbe svolgere una funzione anche educativa per la promozione di comportamenti personali volti al bene comune”, viene “indotto a sentenze in cui gli aspetti economicistici vengono confusi con i diritti fondamentali della persona”. La presidente del Cif conclude auspicando “una pressione forte, anche da parte di un’opinione pubblica consapevole”, volta a modificare “una normativa che avalla la cultura dell’indifferenza etica sul piano personale e sociale, e che corrompe soprattutto le persone più deboli e indifese, i bambini e i giovani, minando alle basi la stessa organizzazione sociale”. ” “” “