Si è svolta questa mattina in piazza San Pietro la Santa Messa, celebrata dal Papa, per il Giubileo dei migranti e degli itineranti. Erano presenti nomadi, circensi, immigrati, studenti stranieri, marittimi, piloti, rifugiati, operatori turistici. “Nella Chiesa – ha detto il Papa nell’omelia – non vi sono stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio”. Le “discriminazioni”, ha proseguito il Papa, non sono “compatibili con l’appartenenza a Cristo e alla Chiesa. Anzi la comunità cristiana è chiamata a diffondere nel mondo il fermento della fraternità, di quella convivialità delle differenze che anche oggi, in questo nostro incontro, ci è dato di sperimentare”.” “Tuttavia, per il Papa, “la cultura dell’accoglienza chiede di coniugarsi con leggi e norme prudenti e lungimiranti, che permettano di valorizzare il positivo della mobilità umana, prevenendone le possibili manifestazioni negative. Questo per far sì che ogni persona sia effettivamente rispettata e accolta”. La Chiesa deve “operare perché questo nostro mondo, del quale si suole parlare come di un ‘villaggio globale’, sia davvero più unito, più solidale, più accogliente. Ecco il messaggio che questa celebrazione giubilare vuole far giungere dappertutto: al centro dei fenomeni di mobilità, sia posto sempre l’uomo e il rispetto dei suoi diritti”.” “