“La famiglia, come istituzione sociale – si legge nella parte finale del documento, interamente dedicata ai rapporti tra fisco, famiglia, istruzione e non profit – non ha un ruolo definito nel sistema fiscale italiano”. Tra gli elementi di chiarificazione fiscale il documento propone “l’introduzione di un codice fiscale delle famiglie” su cui formulare le politiche familiari. “In Italia – prosegue il testo – la politica per la famiglia si riduce agli assegni familiari, pur importanti, ma anch’essi incerti e discrezionali”. Di qui l’opportunità di un sistema fiscale su base familiare. “I principali strumenti di intervento – secondo il documento – sono l’allargamento del sistema di deduzione e detrazioni, la differenziazione del reddito minimo esente e l’aumento stabile degli assegni familiari”. “La riforma dello Stato sociale in questa direzione – avverte la Commissione Giustizia e Pace – richiede un Parlamento nel quale la voce della famiglia e dei figli trovi adeguata rappresentatività”. Questione fiscale e finanziamento dell’istruzione e della formazione è un altro nodo da sciogliere. Per la Commissione permangono, infatti, alcune resistenze “nell’accedere ad un sistema pubblico dove si integrino istituzioni statali e private, nel promuovere l’integrazione tra scuola e formazione professionale e nella valorizzazione della scuola libera”. Il riconoscimento delle funzioni svolte da queste istituzioni “deve potersi tradurre in corrispondenti possibilità di finanziamento usando più strumenti quali la convenzione, il credito di imposta e il bonus”.