Il provvedimento di clemenza approvato ieri alla commissione giustizia del Senato “non risponde assolutamente a nessuna delle attese. Non lo chiamerei nemmeno ‘indultino’. La situazione del sovraffollamento delle carceri rimarrà così come è. Mi sembra un annuncio che difficilmente determinerà un cambiamento”. Lo ha detto don Sandro Spriano, cappellano del carcere romano di Rebibbia, a margine del meeting internazionale sull’integrazione in corso fino a domani a Loreto. “Si trattava di affrontare il problema carcerario con riforme vere – aggiunge il cappellano – e invece non si vede ancora niente: non c’è un’ora di colloquio in più con i parenti. Non c’è una doccia in più. Niente”. Spriano si sofferma a valutare come i detenuti reagiranno alle misure previste dal provvedimento. “Dal mio osservatorio di Ribibbia – afferma – vedo che c’è molta rassegnazione che purtroppo andrà ad incidere sulla debolezza dei più deboli. C’è il rischio che aumenteranno i suicidi e il fenomeno dell’autolesionismo. Non credo alle rivolte. Mi preoccupa di più quando la rivolta è contro se stessi. E’ un altro strumento per far perdere valore alla vita”. “Chiediamo – conclude il cappellano – che quando riprenderanno i lavori in aula a settembre, si smetta di giocare sui consensi politici e si mettano da parte i conti elettorali altrimenti si continuerà ad avere un carcere sempre più pieno di ‘poveri'”. ” “” “