“In occasione dei funerali di Elevino lancerò dalla cattedrale di Senigallia un’accusa molto dettagliata sul terribile fenomeno della schiavitù di queste nostre 50 mila sorelle in Cristo”: lo ha detto don Oreste Benzi, fondatore dell’associazione Giovanni XXIII di Rimini, parlando dei funerali della prostituta nigeriana, uccisa con inaudita ferocia due mesi fa, che si terranno nella cattedrale di Senigallia lunedì 31 luglio, alle ore 18,30, presieduti dal vescovo mons. Giuseppe Orlandoni. La giovane Evelyn Ocodwa è stata torturata per sette giorni e bruciata a fuoco lento, alla fine è stata avvelenata con una dose di cianuro per uso agricolo. “Gli assassini di Evelyn – prosegue don Benzi – non hanno ancora un nome. Sono però ben noti i criminali che uccidono le ragazze rese schiave: sono gli sfruttatori e i clienti che le usano, criminali anche questi. Evelyn e tante altre ragazze sono uccise dall’indifferenza del popolo italiano e di coloro che hanno il potere di liberarle e non esercitano tale potere”. Nei giorni scorsi don Benzi è stato ricevuto dalle massime autorità dello Stato e ha affermato, dopo i colloqui, che “si registrano segni di risveglio da questa indifferenza. Ma il vero problema non è ancora affrontato in maniera scientifica, coordinata e organizzata. Se si volesse, nel giro di pochi mesi, le 50 mila schiave delle strade italiane sarebbero liberate”. Don Benzi ricorda che il disegno di legge sulla tratta degli esseri umani è fermo in parlamento. Inoltre – aggiunge – “il codice penale non è applicato per quanto riguarda i clienti. Gli sfruttatori messi in carcere escono dopo poco tempo. Non c’è una volontà politica forte – conclude – di liberare le schiave”.