Le tradizioni e gli usi inveterati sono duri a morire, anche in campo religioso. Così il vescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, mons. Giovan Battista Pichierri, alcuni mesi fa ha emanato un decreto a proposito delle feste religiose, per regolamentare un settore che, fino ad oggi, si è molto appoggiato ad usanze locali. “Solo a titolo di esempio – spiega al Sir mons. Pichierri – in alcune località c’era l’abitudine di spostare la festa di un santo alla domenica, che, di conseguenza, non veniva più vissuta come ‘giorno del Signore’. Oppure, capitava che durante la ‘Settimana Santa’ certe manifestazioni esterne avessero di fatto la prevalenza sulla liturgia. Il senso del mio decreto è stato quindi quello di riportare chiarezza in un ambito che è molto importante per la vita di fede della comunità cristiana”. Mons. Pichierri ha avuto modo, nei giorni scorsi, di precisare ulteriormente il suo pensiero. E’ infatti intervenuto con una lettera in cui spiega ai fedeli il ruolo del vescovo e i contenuti fondamentali che caratterizzano le varie disposizioni ecclesiastiche in tema di feste popolari e di liturgia. “E’ stato necessario aggiungere questi elementi – dice ancora l’arcivescovo – perché qualcuno ha posto domande alla stampa locale, col rischio di lasciare nel dubbio parte dei fedeli. Dal canto mio ho quindi pensato di chiarire quelle che sono le disposizioni di base della Chiesa su questo argomento, mostrando anche quanto possa essere limitativo il restare legati morbosamente a certe tradizioni che non rendono giustizia alle feste liturgiche, oltre che diminuiscono il significato stesso delle festività popolari più sentite dalla popolazione”.