Edith Stein, di orgine ebraica, monaca carmelitana, deportata nel campo di concentramento di Auschwitz dove trovò la morte, beatificata nel maggio del 1987, proclamata Santa nell’ottobre del 1998, dichiarata patrona d’Europa da Papa Giovanni Paolo II. A lei sarà dedicata la terza edizione del Meeting dell’integrazione, che si svolgerà a Loreto dal 23 al 29 luglio. “La Stein è il simbolo della ricchezza culturale e religiosa ma anche della debolezza dell’uomo, per il martirio derivante dalla non accettazione della diversità”, afferma padre Gianni Borin, coordinatore per le Marche dei Missionari di S.Carlo-Scalabrini, che promuovono l’iniziativa al fianco dell’associazione “Nessun Luogo è Lontano”. La Stein oggi diventa il simbolo della nobiltà del progetto di convivenza pacifica tra popoli di tradizione, cultura, religioni differenti. Una strada irta di ostacoli, sulla quale il meeting di Loreto può costituire una tappa importante. “E’ una manifestazione laica che vuol porsi come strumento di evangelizzazione”, aveva affermato nella prima edizione l’arcivescovo di Loreto, Angelo Comastri. “Quella dell’integrazione e del dialogo tra diverse culture e popoli – afferma Fabrizio Molina, presidente dell’associazione “Nessun Luogo è Lontano” – è una sfida che non solo ci sentiamo di affrontare, ma che ora nel Terzo Millennio e nell’anno del Grande Giubileo del 2000 vogliamo provare a costruire con esempi concreti perché riteniamo il mondo è anche un po’ come sappiamo costruirlo”. ” “” “