Lo afferma il Pontificio Consiglio per la famiglia, sentito il parere della Congregazione per la dottrina della fede, in undocumento che è stato diffuso oggi. “Attualmente – nota il Pontificio Consiglio – sono diventati meno rari i casi di gravidanze multiple, quando cioè il grembo materno è condiviso da parecchi embrioni”. Questi casi possono essere il frutto di cure contro l’infertilità o dell’uso di metodi di fecondazione artificiale. A questo proposito, il documento vaticano richiama “la responsabilità di quei medici che, praticando la iperstimolazione senza la debita perizia e precauzione oppure applicando le tecniche di fecondazione artificiale, provocano situazioni tali da mettere a rischio la vita della madre e dei figli concepiti”.” “Per far fronte a queste situazioni è stata introdotta la tecnica della “riduzione embrionale” che consiste nella “selezione ed eliminazione di alcuni embrioni per salvare gli altri o almeno uno di essi”, spiega il Pontificio Consiglio. Ma, per il dicastero vaticano, tale tecnica è una forma di “aborto selettivo: consiste infatti nell’eliminazione diretta e volontaria di un essere umano innocente”. Pertanto, afferma il documento, la riduzione embrionale “costituisce sempre un disordine morale grave”. Di conseguenza è da considerarsi sempre e comunque “illecita” e non ammissibile né per credenti né per i non credenti. “Il divieto morale” di ricorrere a tale tecnica, aggiunge il Pontificio Consiglio, ” permane anche nel caso in cui la prosecuzione della gravidanza comporti un rischio per la vita o la salute della madre e degli altri fratelli gemelli. Non è lecito infatti compiere il male neppure in vista del raggiungimento di un bene”. (segue)” “” “