USURA: MONS. D’URSO, “LO STATO LATITA E LE FONDAZIONI CHIUDONO”

Nel 1999, la Consulta nazionale delle Fondazioni Antiusura ha salvato dall’usura oltre 2.600 famiglie e patrimoni familiari per svariati miliardi. Eppure “lo Stato sembra non tenere a cuore il suo impegno e paralizza ogni sua azione”. Lo denuncia oggi mons. Alberto D’Urso, segretario nazionale della Consulta che riunisce le 30 Fondazioni antiusura, a conclusione dell’incontro che si è svolto a Roma. Mons. D’Urso si riferisce in particolare al mancato rifinanziamento della legge 108/96 previsto negli anni 1999 e 2000 in seguito al quale “alcune Fondazioni hanno dovuto sospendere la erogazione dei prestiti di prevenzione”. Il segretario nazionale della Consulta definisce “esiguo” il finanziamento di 30 miliardi previsto dalla Finanziaria del 2000 e ritiene necessario un’erogazione aggiuntiva di almeno 20 miliardi. “Nella luce del lavoro svolto – afferma – le Fondazioni antiusura richiamano lo Stato e la società civile a non abbassare la guardia, avvertendo che, per il disinteresse e la latitanza di molti, l’usura aumenta e contagia fasce sociali sempre più numerose”. Mons. D’Urso ha infine voluto chiarire la vicenda che ha coinvolto nei giorni scorsi la Fondazione di Locri. “La notizia di bancarotta di quella Fondazione – ha detto – è del tutto falsa. La verità è che essa, perseguendo il fine statutario di liberare dall’usura la gente bisognosa, ha garantito prestiti concessi da banche secondo lo statuto e le convenzioni in atto e se ha riscontrato insolvenze, questo è avvenuto nell’ambito di un rischio calcolato”.