“Quelli che hanno travolto la baraccopoli di Manila sono i rifiuti dei ricchi”. Commenta così padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia “Fides”, la tragedia che ha colpito Quezon City, un sobborgo di Manila, dove una montagna di rifiuti ha travolto una baraccopoli, provocando per ora circa 80 morti (oltre a 70 persone disperse). “Se vogliamo rendere costruttivo e rispettoso il rapporto tra noi Occidentali e queste popolazioni, dobbiamo aiutarle anche sul piano economico, con criteri di equità. La globalizzazione deve tradursi in globalizzazione della solidarietà: la materia prima che compriamo da questi Paesi, ad esempio, dovrebbe essere pagata secondo le ore di lavoro impiegate, e non in base a prezzi imposti dall’Occidente ricco”. In merito alla tragedia delle Filippine, Cervellera fa notare che “purtroppo sono fatti che lì avvengono, se non ogni stagione, almeno ogni volta che ci sono i tifoni. L’Occidente, si scandalizza ma, in fondo, ha paura di perdere il proprio benessere”. Invece di stupirci, noi dei “Paesi ricchi”, secondo Cervellera, “dovremmo imparare da queste persone il senso della vita, che consiste anche nel trarre cose positive dalle tragedie. Questa è gente che, il giorno dopo il tifone, ricostruisce la propria casa cantando…”. Il direttore di Fides conclude con un invito a “trattare meglio, in Italia, anche i lavoratori domestici filippini: con i solidi che guadagnano qui da noi, possono poi costruirsi, tornati nel loro paese, case ‘antitifone’, che la povera gente oggi non può permettersi”. ” “” “