CARD. RUINI: LUIGIA TINCANI, “APOSTOLA” DEL DIALOGO TRA CATTOLICI E LAICI

“Scelse di non costruire nel privato, ma di scendere nell’arena grande del pubblico, e lì operare dentro le strutture che offrono lo Stato e la società laica, per mettere l’ispirazione cristiana nella circolazione delle istituzioni civiche e statali, in dialogo e a confronto con altre ideologie”. Ha descritto così il card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, la figura di Luigia Tincani, la “serva di Dio” di cui si è chiusa oggi, a Roma, l’inchiesta diocesana “sulla vita, attività, virtù e fama di santità”. “Poche figure – ha proseguito il cardinale – hanno armonizzato così serenamente due grandi esigenze: il deserto e la presenza nella storia, la cella e la strada”. Nata a Chieti il 25 marzo 1889, Luigia Tincani muore a Roma il 31 maggio 1978.Nel 1913 fonda a Roma il primo Circolo universitario femminile cattolico e nel 1924 dà vita ad una Congregazione religiosa, l’Unione S. Caterina da Siena delle Missionarie della Scuola, approvata da Pio XI. Secondo il card. Ruini, madre Tincani “entrò a far parte della storia del ventesimo secolo portandovi una grande voglia di cambiamento del mondo giovanile soprattutto, al quale diede la perspicacia della sua forte intelligenza e l’energia della sua volontà”. Al centro del suo apostolato, la “passione della promozione della donna”: “La donna – scrive Luigia Tincani nel 1925 – ha sempre meglio saputo mostrarsi capace di serie responsabilità; si può affermare che ciò che le nuoce è proprio il non averne”. Nel campo della scuola madre Tincani – ha sottolineato il cardinale – “avvertì i problemi dell’aggiornamento, offrì strumenti nuovi di formazione, si adoperò perché i credenti uscissero al vento aperto della cultura, impegnati nell’edificare un umanesimo autentico”.