MEDICI CATTOLICI: MONS. BELO, “DIRITTI UMANI. NON SONO UNA MODA”

“E’ oggi di moda occuparsi di tutela dei ‘diritti umani'”, ma quest’espressione rischia di svalutarsi perché inflazionata da un uso troppo frequente e casuale” quando a proclami di governi non seguono impegni concreti. Lo ha detto ieri sera a Roma Carlos Felipe Ximenes Belo, amministratore apostolico di Dilli (Timor est) e premio Nobel per la pace, durante la serata di apertura del XX Congresso internazionale dei medici cattolici sul tema “Medicina e diritti umani” (3-7 luglio) promosso dalla Federazione europea dei medici cattolici (Feamc), dall’Associazione medici cattolici italiani (Amci) e dalla Federazione internazionale delle associazioni mediche cattoliche (Fiamc). Diritto alla salute nell’ambito dei diritti umani fondamentali; ma quante volte disatteso? Un esempio per tutti il caso di Timor est dove, ha spiegato mons. Belo, “la violazione dei diritti ha causato centinaia di migliaia di morti negli scontri a fuoco, nelle carestie e nelle epidemie “, e “dove la tortura ha menomato in modo permanente molte persone”. Solo scelte politiche forti per lo sviluppo, la legalità, la giustizia, potranno, ad avviso di mons. Belo, dare risposte adeguate “e, ha concluso, “tutti siamo responsabili perché ciò avvenga”. Ma il Giubileo dei medici vuole lasciare un segno concreto: è stato così presentato al vescovo timorese da parte del presidente del Fiamc, Gianluigi Gigli, il progetto di realizzazione di un ospedale con servizi ostetrici di emergenza, a tutt’oggi mancanti, a Dilli dove si registrano altissime percentuali di morti da parto. Partners nell’iniziativa, per la quale è già stato effettuato un sopralluogo preliminare, ne è imminente un altro ed è stato costituito un primo fondo di manovra, il Fiamc la Conferenza episcopale portoghese, il locale ministero della Sanità, il Mater Care international (organizzazione internazionale di ostetrici cattolici fondata in Canada nel 1995) e alcuni gruppi privati.