“La carta giubilare dei diritti dei profughi”, consegnata nelle mani di Giovanni Paolo II durante la celebrazione del Giubileo dei Migranti e degli Itineranti, è il “baluardo su cui costruire un cammino” che porti alla legge per la tutela del diritto d’asilo, normativa per ora arenata nelle stanze del Parlamento. Lo sostiene il prof. Giovanni Conso, presidente del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), già ministro della Giustizia e presidente merito della Corte Costituzionale, che questa mattina ha aperto i lavori di un convegno internazionale sul tema “Esule nel 2000 – Il rifugiato tra i pellegrini del Giubileo”. La “Carta giubilare dei diritti dei profughi”, spiega Conso, fa chiarezza distinguendo, dall’enorme massa dei migranti, la categoria del rifugiato che è colui che “è costretto a fuggire dal proprio Paese a causa di persecuzioni e per l’esclusione dai diritti umani fondamentali. Fugge a malincuore perché nel suo Paese c’è un regime politico che lo persegue, o una guerra. E il suo obiettivo è cambiare quel regime, far cessare la guerra, per poter al più presto ritornare nella sua terra”. Forse chiarendo questo particolare a “coloro che hanno una visuale oscurantista” sarebbe più facile far capire l’importanza di una legge che tuteli queste persone e ne garantisca l’accoglienza. La Carta, mette in evidenza padre Michael Blume, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Pastorale dei Migranti e Itineranti, “non proclama nuovi diritti ma fa un esplicito richiamo ai tanti impegni già presi dalla comunità internazionale per la protezioni dei rifugiati, impegni che però vengono oggi facilmente trascurati”, dimenticando la situazione di coloro che “vivono la tragica esperienza delle migrazioni forzate”.