“Non esiste l’omosessualità in sé, né l’orientamento sessuale ha nome e cognome. Esistono invece le ‘persone omosessuali’, le persone concrete, con un nome proprio, dotate di dignità inviolabile”. Questo il commento di don Basilio Petrà, dello Studio teologico fiorentino, al “gay pride”, il raduno mondiale degli omosessuali in corso a Roma. Gli omosessuali, continua il teologo, sono “persone che sperimentano nella loro esistenza la forza spesso incolpevole di un orientamento omosessuale profondo e che come tutti gli esseri umani sono chiamati a vivere integralmente la loro umanità nella libertà e nella verità”. La Chiesa, precisa comunque don Petrà, “rispetta le persone omosessuali”, non soltanto con “pure dichiarazioni di principio”, come dimostra “la prassi pastorale” di cui “tanti omosessuali potrebbero dare testimonianza”. Ed è proprio “questo rispetto per la dignità di ogni persona”, spiega il teologo, che conduce la Chiesa “a riaffermare il suo giudizio oggettivamente negativo sul comportamento omosessuale”, ma nello stesso tempo “a chiedere nei confronti delle persone omosessuali comprensione, sensibilità, percezione della loro sofferenza e sostegno pastorale”. Nel solco di questo rispetto, conclude don Petrà, “la Chiesa non cessa mai di porsi in ascolto attento delle persone omosessuali e della loro voce. E’ sempre disponibile ad un dialogo che tenda seriamente a conoscere la verità, a crescere in essa e ad attuarla nella vita”.” “” “