“Gli attentati a ripetizione in chiese e pubblici edifici a Medan sono opera di provocatori legati all’ex presidente Suharto e a settori dell’esercito, che vogliono destabilizzare il Paese rovesciando il governo attuale”. L’ipotesi è stata avanzata dal gesuita p. Ignatius Ismartono, responsabile del dialogo interreligioso e consulente della Conferenza episcopale indonesiana, come riferito nell’agenzia internazionale Fides.” “Nei giorni scorsi Medan, capitale di nord Sumatra, è infatti stata colpita da alcuni attentati compiuti con bombe fatte a mano e poste in chiese protestanti e cattoliche. Una ventina sono state finora le persone ferite. Padre Ismartono smentisce però la valenza religiosa degli attentati: “Già la distruzione di centinaia di chiese in tutto il paese è stata etichettata erroneamente come ‘volontà dei musulmani’; ora il motivo reale degli attentati di Medan è un attacco al governo attuale”. Secondo il gesuita, la violenza multietnica del Paese ha la stessa radice di quella scoppiata la scorsa settimana a Jakarta, segnata da scontri tra studenti e ufficiali di polizia: “Agitatori di professione provocano disordini. Vi sono alcune fazioni nel presente governo che vogliono rovesciare il presidente eletto”. I provocatori sono legati all’ex presidente Suharto, “che gli studenti per mesi hanno cercato di far incriminare” dice p. Ismartono. La fazione si avvale pure di settori delle forze di sicurezza: “L’ordine del presidente Wahid di far cessare la violenza nelle Molucche – conclude padre Ismartono – non è stato rispettato da sezioni dell’esercito locale”. A Medan, città con 2,5 milioni di abitanti, la metà della popolazione è cristiana, percentuale molto alta rispetto ad altre città dell’Indonesia occidentale. ” “” “