“Il diritto allo studio non è la soluzione che porta alla vera parità scolastica”: lo ha detto mons. Cesare Nosiglia, vicegerente di Roma, nel corso della conferenza stampa svoltasi oggi, in occasione della XLVII Assemblea generale dei vescovi italiani, in corso a Collevalenza. Riferendosi a quanto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, ha detto nella prolusione ai lavori, Nosiglia ha ribadito che “la scuola oggi è in grande movimento ed è importante che i vescovi e la comunità ecclesiale intervengano sulle riforme in atto”. La legge sulla parità scolastica, infatti, “ha degli aspetti positivi, primo fra tutti il riconoscimento delle scuole non statali come parte del sistema pubblico di istruzione ma rimangono ancora zone d’ombra e ambiguità su cui occorrerà tornare sopra con coraggio”. Quello che va riconosciuto, ha sottolineato in particolare Nosiglia, “è il principio della libertà di scelta della scuola da parte delle famiglie, cosa che ancora non è possibile, visto che la questione è stata risolta in parte per la scuola di base, mentre è rimasta praticamente inevasa per la scuola secondaria”. In generale, però, si tratta di “borse di studio che non tengono conto delle spese delle famiglie. Il diritto allo studio è un fatto importante ma un’altra cosa è il diritto all’istruzione garantito dalla Costituzione”. “La parità scolastica – ha proseguito il vicegerente di Roma – è un principio di libertà, una conquista democratica per tutto il Paese”: su questo piano, invece, “molto resta ancora da fare, soprattutto per dare la possibilità alle famiglie povere o con molti figli di effettuare una scelta non condizionata da ulteriori oneri economici aggiuntivi”. ” “” “” “