ASSEMBLEA CEI: CHIARINELLI, “RILANCIAMO LA SPERANZA DEL CONCILIO”

Comunicazione ed educazione alla fede, attenzione alla responsabilità. Sono le linee proposte per gli orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il primo decennio del 2000 “che – ha spiegato mons. Lorenzo Chiarinelli a margine dei lavori della 47ª assemblea generale della Cei in corso a Collevalenza – vogliono rilanciare l’evangelizzazione, la capacità di dire Cristo agli uomini di oggi, facendo cogliere la speranza che viene dal Vangelo”. Una speranza che nasce “da una notizia la cui bontà è in una fede vissuta, capace di rispondere alle domande dell’uomo e dare senso alla sua vita”. Guardando ai prossimi anni – ha aggiunto mons. Chiarinelli – si tratta di preparare una nuova “primavera”, raccogliendo l’esperienza e soprattutto l’eredità del Concilio Vaticano II, fonte perenne per la vita della Chiesa”. “Non si tratta di fare un nuovo Concilio. Mi piacerebbe pensare – ha detto ancora il vescovo – che siamo noi la stagione del Vaticano II, capaci di ridargli vivacità, tenendo però conto dei nuovi problemi che oggi l’uomo vive. Bisogna condividere con i giovani l’entusiasmo e l’impegno di un evento che non hanno vissuto direttamente. Si tratta di concentrarci sull’essenziale e di superare una religiosità periferica”. Per quanto riguarda la situazione sociale e politica, mons. Chiarinelli ha ripreso la relazione del cardinale Ruini, affermando che “viviamo una transizione troppo lunga, nella quale i meccanismi istituzionali e sociali sono più lenti della vita della gente e i cambiamenti di volta in volta richiesti rischiano di arrivare tardi”. Sull’unità politica dei cattolici ha aggiunto: “Non dobbiamo essere vittima di nostalgie. Già Paolo VI affermava che dalla medesima esperienza di fede possono nascere diverse opzioni politiche. Oggi questo è un dato di fatto. Ciò che conta è non dimenticare l’unica fede. Nella diversità, poi, bisogna trovare il modo di rispettare e realizzare i valori della libertà personale e della solidarietà”.