ETIOPIA-ERITREA: CARITAS ITALIANA, “OCCORRE PIÙ IMPEGNO PER LA PACE IN AFRICA”

La Caritas italiana si unisce al recente appello dei vescovi dell’Eritrea (cfr Sir quotidiano del 20/5/2000) per chiedere la pace tra i due Paesi del Corno d’Africa: “All’inviato dell’Unione europea per il Corno d’Africa, l’italiano Serri – dice don Elvio Damoli, direttore della Caritas italiana – chiediamo il massimo impegno in questa fase disperata e decisiva. Ma soprattutto al nostro governo e a tutta la comunità internazionale chiediamo un’attenzione costante e globale al continente africano”. “Oltre all’impegno nella Campagna per la riduzione del debito dei Paesi più poveri – aggiunge don Damoli – con serie politiche di cooperazione, di controllo o di blocco nella produzione e nella vendita delle armi, si può fare qualcosa anche di preventivo, senza aspettare che i nostri schermi si riempiano ancora una volta di cadaveri”. “La montagna Onu, che sembra ormai d’argilla – osserva la Caritas italiana – ha partorito, a conflitto ripreso, un ridicolo topolino: embargo per un anno sulla vendita di armi alle parti in conflitto. Una misura che non fa certo paura ad Etiopia ed Eritrea che, nel supermarket degli armamenti hanno potuto far la spesa indisturbati per oltre 700 milioni di dollari solo nell’ultimo anno! Dispiace, come abbiamo più volte denunciato, dover registrare l’indifferenza dei governi più potenti, impegnati in estenuanti e inefficaci compromessi e, questa volta, insensibili a forme di ‘ingerenza umanitaria’”. Per quest’emergenza la rete internazionale della Caritas, già attiva con l’invio di generi di prima necessità per oltre 8 miliardi, sta ora avviando un intervento d’urgenza in Eritrea con la fornitura di tende e coperte per gli sfollati, latte in polvere, cereali. Per contribuire: conto corrente postale 347013 conto corrente bancario n.100807/07 presso Banco Ambrosiano Veneto, p.le Gregorio VII Roma, ABI 03001 CAB 03201, entrambi intestati a Caritas italiana, viale F.Baldelli 41, 00146 Roma, specificando nella causale “Corno d’Africa”. Intanto anche il Pam, Programma alimentare mondiale, ha organizzato un ponte aereo per il lancio di generi di prima necessità ai profughi.