ETIOPIA-ERITREA: APPELLO DEI VESCOVI ERITREI: “LA VIOLENZA NON PREVALGA SULLA RAZIONALITÀ”

“Si blocchi immediatamente la via alla possibilità di ulteriori stragi, si facciamo tacere le armi senza indugio, non si permetta che la violenza continui a prevalere sulla razionalità. Domani sarà troppo tardi”. E’ il drammatico appello dei vescovi cattolici dell’Eritrea, pubblicato lo scorso 18 aprile in coincidenza con il nuovo richiamo di Giovanni Paolo II sul conflitto tra Etiopia e Eritrea, e diffuso oggi dalla Sala Stampa Vaticana. “Il nostro appello – spiega il Consiglio dei vescovi della Chiesa cattolica di Eritrea – si indirizza a chi, a livello internazionale, ha responsabilità istituzionali e possibilità di intervento, così come a istituzioni, gruppi e individui che hanno a cuore le sorti di uomini, donne e bambini condannati all’estinzione per violenza, fame e stenti. Basterà, se non altro, lo sguardo triste ed innocente di migliaia di bambini senza padre e senza madre per non dormire con la coscienza tranquilla”. “Un solo giorno di ritardo – constatano i presuli – potrebbe significare lo sterminio di una popolazione intera e la devastazione del territorio”. Non possiamo, prosegue l’appello, “comprendere, e tanto meno giustificare, il fatto che, una volta riprese le ostilità, si ritenga esaurita ogni possibilità di intervento o ci si ripari dietro misure di limitata efficacia”. Dopo due anni di “alterne vicende”, spiegano i vescovi, “pastori di una popolazione che si trova a subire una guerra che non ha mai voluto”, il conflitto che oppone Eritrea ed Etiopia è entrato, “negli ultimi pochi giorni, nella sua fase più tragica. Svanito l’ultimo barlume di speranza di mediazione, le armi hanno ripreso l’ultima parola”.