Centomila devoti di Santa Rita Da Cascia, provenienti da tutta Italia e da molti Paesi del mondo, sono giunti questa mattina in piazza San Pietro per celebrare il Giubileo, in coincidenza con il primo centenario della canonizzazione della “Santa degli impossibili”, avvenuta il 24 maggio del 1900 da parte di Leone XIII, durante il Grande Giubileo dell’inizio del XX secolo. Al termine della Santa Messa, presieduta dal card. Angelo Sodano, Segretario di Stato vaticano, Giovanni Paolo II ha detto ai fedeli. “Il santuario di Cascia oggi si è come trasferito in Piazza San Pietro”. “Umiltà e obbedienza”, ha proseguito il Santo Padre, sono state “la via sulla quale Rita ha camminato verso un’assimilazione sempre più perfetta al Crocefisso”. E a cento anni dalla sua canonizzazione, ha detto ancora il Papa, “mi piace quest’oggi riproporla come segno di speranza specialmente alle famiglie”. “Come lei, allora, – ha proseguito il Papa – volgiamo lo sguardo e il cuore a Gesù morto sulla croce e risorto per la nostra salvezza. E’ lui che rende possibile, come fece per questa Santa, la missione di unità e di fedeltà che è propria della famiglia, anche nei momenti di crisi e di difficoltà”. Santa Rita, ha spiegato Giovanni Paolo II, “ha bene interpretato il ‘genio femminile’: l’ha vissuto intensamente sia nella maternità fisica che in quella spirituale”. Nella prima mattinata, l’urna di cristallo, lunga oltre 2 metri, con il corpo della Santa proveniente dalla basilica di Cascia era stata portata in processione da via della Conciliazione verso la Basilica vaticana, dove resterà esposta fino a questa sera alle 18. Accanto all’urna, cinquanta coppie composte da da laici e da rappresentanti di diversi istituti maschili e femminili appartenenti alla famiglia agostiniana hanno deposto delle rose, fiore simbolo in tutto il mondo della devozione alla Santa.