“L’incessante sviluppo tecnologico ha bisogno di un supporto d’anima che solo la cura dell’interiorità educativa può fornire”. Lo ha sdetto questa mattina Giovanni Paolo II, incontrando 500 docenti e studenti della Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”, in occasione dei trent’anni dalla sua istituzione. “La svolta culturale che stiamo vivendo – ha osservato il Santo Padre – è per tutta la Chiesa e specialmente per la vostra Facoltà di Scienze dell’Educazione un pressante appello ad approfondire con nuovi paradigmi culturali il ‘Vangelo della vita e della persona’”. Dinanzi “alle minacce contro la vita, quelle quotidiane e quelle ‘programmate in maniera scientifica e sistematica’ – ha proseguito – che mettono a repentaglio lo stesso significato della convivenza democratica, è necessario porre in atto proposte educative illuminate e sagge, progettazioni creative e condivise”. Un impegno che, osservato il Santo Padre, “chiama in causa la preventività educativa” di San Giovanni Bosco e Santa Maria Domenica Mazzarello. Infatti, ha detto ancora il Papa, “il pericolo costante del mondo contemporaneo” che è lo “smarrimento di Dio e la conseguente incapacità di trovare le tracce della sua presenza nella creazione e nella storia” può essere “scongiurato attraverso la riscoperta e la promozione della dimensione umana, profonda ed interiore dell’educazione integrale illuminata dalla prospettiva evangelica”. Il Papa ha quindi messo in evidenza la “particolare connotazione femminile” con cui la Facoltà Auxilium coltiva “lo studio e la ricerca”. La sfida, ha concluso, è “appunto quella di dare volto alla visione antropologica della persona secondo il progetto di Dio e di tradurla in categorie pedagogiche adeguate e scientificamente valide”. ” “” “